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Interventi attuati

Dagli anni novanta del secolo scorso, gli interventi attuati sono stati i seguenti:

  • Realizzazione delle rete fognaria di Torre del Lago con trasferimento delle acque nere al depuratore di Viareggio, attuata nel comunedi Viareggio.
  • Realizzazione del depuratore di Vecchiano con trattamento terziario, realizzato dal comune di Vecchiano.
  • Realizzazione del nuovo depuratore di Massarosa e ampliamento della rete fognaria comunale, attuato dal Comune di Massarosa.
  • Messa in sicurezza della discarica di Pioppogatto, operata dal Comune di Massarosa.
  • Messa in sicurezza della discarica delle Carbonaie, opere parzialmente attuata dal comune di Viareggio.
  • Determinazione del bilancio idrologico/idrogeologico del bacino del Massaciuccoli da parte dell'Autorità di Bacino del Fiume Serchio.
  • Realizzazione, da parte della Regione Toscana, Ufficio del Genio Civile di Pisa, di una derivazione delle acque del Serchio nel lago di Massaciuccoli, di portata 250 l/sec. Attivata nel periodo estivo, nel quale il livello dell'acqua nel bacino del Massaciuccoli è più basso. L'intervento che si riteneva potesse essere significativo, si è rivelato insufficiente dato il deficit idrico del lago. Si prevede perciò una nuova derivazione di portata maggiore e con effetti più significativi per la qualità delle acque del lago.
  • Progetto delle fasce inerbite predisposto, alla fine degli anni novanta, dall'Ente Parco e finanziato dall'autorità di bacino del Serchio. Il progetto consisteva nella realizzazione a fianco delle scoline dei campi di fasce inerbite con funzioni di assorbire i nutrienti e di trattenere la terra dilavata dall'acqua piovana. Per la sua attuazione si prevedeva il coinvolgimento degli agricoltori che erano individuati come gli attuatori e manutentori delle fasce inerbite. Purtroppo l'innovazione contenuta nel progetto non è stata ben recepita, o forse non si è riusciti ad illustrare adeguatamente la portata del progetto, che non trovando il coinvolgimento degli imprenditori agricoli non ha trovato attuazione. Data la situazione di stallo i finanziamenti sono stati ritirati per essere utilizzati in altre situazioni di emergenza dovute a dissesti idrici.
  • Promozione di modalità di coltivazione più compatibile attraverso:
    • Acquisto, da parte dell'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli di due seminatrici su sodo, una per le produzioni autunno-vernine, l'altra per le produzioni primaverili-estive, messe a disposizione degli agricoltori del bacino di Massaciuccoli per effettuare semine senza necessità di allentare i terreni con l'aratura. Ciò permette, a parità di produzione, di mantenere compatti i terreni che subiscono meno il fenomeno del dilavamento per le piogge.
    • Analisi chimica dei terreni, effettuata dall'Università di Pisa su incarico dell'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, e messa a disposizione agli agricoltori dei risultati e dei piani di concimazione per non disperdere elementi chimici sui terreni, che non utilizzati dalle piantagioni confluiscono poi nelle acque, incrementando l'eutrofizzazione in atto.
    • Taratura delle barre irroratrici di concimi, effettuata dall''ARSIA e dal Parco, per impedire che un non corretto funzionamento di tali strumenti sia origine di dispersione di concimi, con accumulo di nutrienti non utilizzati dalle colture e costi maggiori per gli agricoltori.
    • Ricerca e sperimentazione di sistemi colturali alternativi nell'area critica del lago di Massaciuccoli, attuata dall'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli attraverso la Scuola Superiore S. Anna e L'Università di Pisa, Centro Interdipartimentale di ricerche agro-ambientali "E. Avanzi". Lo studio, finanziato dalla Regione Toscana, ha permesso di individuare le colture più adeguate alla situazione critica del lago di Massaciuccoli, evidenziando quelle che richiedono minor quantitativo di acqua di irrigazione e di concimi. A tale studio dovrà far seguito un'adeguata politica di promozione delle colture e delle modalità di coltivazione individuati come i più idonei.
  • Presentazione di progetti da parte dell'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, in collaborazione con altri Enti, per richiesta di finanziamenti su alcuni programmi comunitari (Life Plus, POR-FERST), per acquistare e rinaturalizzare (riallargare), in alcuni casi con semplice dismissione delle opere di drenaggio delle acque, terreni torbosi nei quali è particolarmente critica la subsidenza.
  • Azione sperimentale di dragaggio e selezione dei sedimenti inquinati, nella parte terminale del canale Barra, da parte dell'Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, sperimentando la draga "Pneuma" che riduce al minimo le turbolenze e quindi il sollevamento del materiale posto sul fondale.
  • Isolamento del Fosso Morto, Canale Punta Grande e Canale Centralino per permettere il miglioramento della qualità delle acque, che per entrare devono attraversare il canneto con un'azione di fitodepurazione. Ciò permette di valutare la capacità di risanamento delle acque senza l'influenza di fattori esterni, cioè senza il continuo apporto di nuovi nutrienti. La sperimentazione non ha dato i risultati sperati perché il materiale per la costituzione delle barriere (tessuto non tessuto) si è rivelato non adeguato a sopportare l'azione dei raggi ultravioletti in condizione di variabilità del livello delle acque. Inoltre il continuo passaggio di barchini ha messo in crisi le "porte" che avrebbero dovuto essere utilizzate solo eccezionalmente.
  • Realizzazione sperimentale di enclosures per azioni di biomanipolazione della catena trofica. Le enclosures sono state realizzate fisse o flottanti con lo scopo di rendere gli spazi interni inaccessibili per poter attuare la sperimentazione. Si è constatata la migliore riuscita del sistema flottante che garantisce una maggiore capacità di isolamento e una adattabilità alle diverse condizioni atmosferiche che ne impediscono la messa in crisi. La sperimentazione ha ottenuto la chiarificazione della colonna d'acqua contenuta all'inteno delle enclosures, attraverso l'assenza di correnti che sollevano il materiale depositato nel fondale e l'introduzione di Daphnia magna per limitare il fitoplancton quale causa di torbidità, permettendo quindi il ritorno di una catena trofica vitale.
  • Divieto di pesca dei pesci fitoplanctivori.
  • Convenzione con i pescatori per la cattura ed asportazione dal lago di pesci zooplanctivori (e per il gambero rosso della Louisiana), per permettere la ricrescita dello zooplancton nelle acque del lago. Poiché la convenzione era a costo zero, i pescatori avevano il guadagno nella vendita del pesce. La diffusione della microcistina e la presenza in quantitativi superiori alla norma stabilita per il consumo umano, hanno fatto emettere divieti di pesca, mettendo in crisi questa soluzione
  • Acquisto di terreni palustri per poter effettuare gli interventi di miglioramento ambientale senza le limitazioni spesso poste dai proprietari, che in alcuni casi alla lunga hanno impedito il buon esito delle azioni intraprese, come nel caso sopra descritto dell'isolamento di alcuni grandi fossi. L'Ente Parco ad oggi ha acquisito in proprietà circa 270 ha di terreni palustri nel bacino di Massaciuccoli.
  • Campagna di ricerca per la definizione della diagenesi sedimentaria, la ricostruzione della evoluzione dello stato trofico del bacino, l'individuazione di opportuni interventi di risanamento previa valutazione dei possibili impatti derivanti dall'ambiente bentonico da interventi di flocculazione dei nutrienti, attuata da ARPAT e CNR.
  • Adeguamento della fossa della Bufalina come emissario del lago dotandolo di idrovore per il sollevamento delle acque, permettendo così un rapido deflusso delle stesse e impedendo l'interrimento delle foce del canale, problema che storicamente ha impedito il corretto funzionamento della Bufalina come emissario del lago. Il funzionamento delle idrovore risponderà ad esigenze di contrastare il rischio idraulico con pericolo di esondazione delle acque del lago. L'intervento attuato dal Consorzio di bonifica Versilia Massaciuccoli è completato.
  • Costruzione da parte della Provincia di Lucca di una chiusa sul canale Burlamacca, per precludere l'ingressione di acqua salata, in ausilio alle porte vinciane, che non riuscivano più a svolgere tale funzione. La chiusa è ad alzata verticale a partire dal fondo, così da poter essere regolata in base ai flussi delle acque. Essere completamente chiusa ed impedire il transito delle acque, quando il livello del mare è superiore a quello del lago, essere parzialmente alzata quando il livello del lago è superiore a quello del lago permettendo così la fuoriuscita delle acque in esubero dal bacino del Massaciuccoli, senza che in contemporanea si abbia l'ingresso di acqua salata di mare nella parte inferiore del canale.
  • Controllo della popolazione del gambero rosso della Louisiana Procambarus clarkii, attraverso convenzioni stipulate dall'Ente Parco con alcuni pescatori che commercializzavano poi il pescato. Questo ha permesso di regolare la popolazione della specie. Ma negli ultimi anni è stato individuata una quantità di microcistina all'interno del gambero che ha superato i limiti previsti dalla legge per la commercializzazione del prodotto. Sono stati quindi emanati da parte dei comuni rivieraschi divieti di pesca, che ha messo in crisi il meccanismo di controllo individuato.
  • Gestione del canneto e della sfagneta adeguata alle esigenze dell'avifauna, attraverso tagli a macchia di leopardo per permettere la permanenza di vaste aree di vegetazione ad età differenziate specie vegetali disetanee. La presenza di estese aree ecotonali con possibilità per l'avifauna di reperire aree di rifugio in prossimità di aree di alimentazione crea una ambiente particolarmente favorevole alle specie.
  • Monitoraggio costante e interventi mirati per eradicare le piante che tendono ad invadere l'area della sfagneta.
  • Realizzazione di una torre di controllo per l'avifauna e per prevenire azioni non consentite nell'area del lago di Massaciuccoli e nelle zone a maggior interesse naturalistico.