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Habitat

L'habitat è attualmente l'unità di riferimento più praticabile per la gestione e la protezione della biodiversità (Direttiva Habitat 92/43/CEE per la protezione e la gestione degli habitat di interesse comunitario emanata dall'Unione Europea).

Le Secche della Meloria presentano una consistente ricchezza di specie, infatti le sue acque ospitano numerosi popolamenti vegetali ed animali. Tra i popolamenti più importanti e gli habitat che necessitano di una particolare tutela, abbiamo le praterie di Posidonia oceanica che costituiscono un ecosistema molto complesso, ben strutturato e altamente produttivo che ospita comunità di animali e vegetali molto diversificate ed è definito "Habitat Prioritario" e "Comunità Climax" del Mediterraneo nella Direttiva Habitat (Dir. n. 92/43/CEE). Anchei popolamenti del coralligeno hanno un'elevata importanza naturalistica, nonostante non siano ancora stati inseriti nell'allegato A della Direttiva Habitat. Infatti, il coralligeno è un complesso di biocenosi ricche in biodiversità che formano un paesaggio di organismi animali e vegetali sciafili con un concrezionamento fatto di alghe calcaree. Infine, gli avvallamenti circolari delle Secche della Meloriachiamati "catini" sono considerati un vero e proprio habitat che ospita numerosi popolamenti tipici dell'infralitorale.

Tra i gruppi animali che si possono osservare in questi ambienti si annoverano: spugne, crostacei, policheti, briozoi, molluschi, tunicati, meduse, attinie, coralli, stelle marine e molte specie di pesci (triglie, saraghi, murene, cernie, scorfani, tordi e dentici).

Praterie di Posidonia oceanica:

La posidonia non è un'alga, ma una pianta superiore che produce fiori e frutti. Le praterie di posidonia sono un habitat prioritario nella lista della direttiva Habitat dell'UE.

La Posidonia oceanica è una pianta marina presente esclusivamente nel Mediterraneo, le cui praterie costituiscono uno degli ecosistemi più produttivi del Nostro Mare. Tali praterie svolgono diverse funzioni importanti nell'ecosistema marino:

  • producono un'elevata quantità di ossigeno;
  • rappresentano una importante risorsa trofica, producendo ed esportando una grande quantità di biomassa sia negli ecosistemi limitrofi sia in profondità;
  • l'intricata struttura delle praterie crea una serie di microhabitat che sono al tempo stesso fonte di cibo, zone di rifugio e di nursery per numerose specie animali anche d'importanza commerciale;
  • aumentano la biodiversità e la diversità degli habitat delle acque costiere;
  • proteggono la costa dai fenomeni erosivi, frenando il moto ondoso con le folte fronde e proteggendo le spiagge dalle mareggiate invernali grazie alle banquettes (accumulo di foglie secche sulla spiaggia).
  • praterie ben sviluppate consolidano il fondale contribuendo a contrastare un eccessivo trasporto di sedimenti sottili dalle correnti costiere;
  • rappresentano importanti indicatori della dinamica costiera.

La loro estensione è stata ed è minacciata dai principali fattori:

  • il processo erosivo dell'incessante moto ondoso;
  • la torbidità delle acque che spinge sempre più queste piante a vegetare in piani più superficiali, sotto minaccia del processo erosivo;
  • l'impatto antropico (ancoraggio incontrollato, pesca a strascico, costruzione di opere costiere che causano variazioni nel regime di sedimentazione e cambiamenti nella direzione e/o intensità delle correnti delle zone affette, eutrofizzazione che provoca una crescita eccessiva di alghe epifite che diventano un impedimento per la fotosintesi della pianta);
  • l'inquinamento diffuso (scarichi urbani ed industriali, porti);
  • specie invasive introdotte (Caulerpa racemosa var. cylindracea e C. taxifolia).

 Le praterie di Posidonia oceanica sono sottoposte a tutela dalle seguenti Convenzioni internazionali sulla tutela della biodiversità in Mediterraneo:

  • Convenzione di Berna: specie rigorosamente protetta;
  • Protocollo delle Aree Specialmente Protette della Convenzione di Barcellona: specie protetta;
  • Convenzione di Barcellona: Piano d'Azione per la conservazione della vegetazione marina nel Mediterraneo;
  • Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992: "Tipi di habitat naturali di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di aree speciali di Conservazione.

Coralligeno:

Il coralligeno del Mediterraneo è costituito da alghe coralline con tallo calcareo, i cui scheletri in associazioni con altri organismi sessili (che si fissano al substrato) danno origine a una biocostruzione di grande importanza ecologica. Queste alghe colonizzano un habitat (in questo caso le pareti rocciose) modificandolo a tal punto da farlo diventare un altro habitat, creando così nuove condizioni sia per la fauna sessile che moderatamente vagile, la quale può occupare gli anfratti interni della massa concrezionata.

Tale habitat si trova generalmente tra 20 e 50 metri di profondità in zone a scarsa illuminazione. A ponente, il ciglio esterno determina una lunga formazione coralligena che abbraccia le Secche creando un ambiente suggestivo, ricco di vita e carico di colori. Spiccano gorgonie bianche e, in prossimità delle teste di Tramontana e Ponente, i cuscinetti di Cladocoracaespitosa.
Animali a scheletro carbonatico assumono un ruolo non di secondo piano nella strutturazione: foraminiferi, briozoi, serpulidi, madrepore, gorgonie, spugne, crostacei, bivalvi contribuiscono alla sua complessità. Questa biocenosi ha necessità ben precise, quali luminosità ridotta, temperatura bassa e relativamente costante, salinità uniforme, idrodinamismo debole e moderata velocità di sedimentazione.

I popolamenti coralligeni sono tra i più caratteristici del Mediterraneo, importanti perché:

  • Caratterizzati da una grande ricchezza di habitat ed un'elevata diversità in specie.
  • Importanti anche per ragioni economiche: sono l'ambiente tipico di diverse specie importanti dal punto di vista della pesca (e.g., aragoste) o per altri usi (corallo rosso); 
  • Sono tra gli ambienti più apprezzati dai subacquei, e quindi di grande valore turistico.

Gran parte della struttura è formata dalla concrezione di talli morti di alghe della famiglia delle Corallinaceae che si accumulano in strati; le alghe vive, che necessitano di luce, occupano solo lo strato superficiale. Questo particolare habitat è caratterizzato da un'elevata produttività e accumulo di carbonato di calcio.

I "catini"

I "catini" costituiscono un mosaico unico di ecosistemi che caratterizzano le Secche della Meloria. Di origine probabilmente legata a fenomeni di carsismo sviluppatosi durante l'ultima fase glaciale in un ambiente subaereo sottoposto all'azione degli agenti atmosferici. Tale morfologia continentale successivamente sommersa, nell'Olocene durante l'ultimo innalzamento del livello del mare, avrebbe costituito un supporto per le concrezioni organogene attuali che ne ereditano la morfologia preesistente (vedi PDF Introduzione geografica). Chiamati "catini" dai pescatori locali, sono caratterizzati da particolari avvallamenti circolari e, essendo presenti in elevato numero, possono essere considerati un habitat a sé stante e non depressioni occasionali.

Ogni "catino" differisce dagli altri per la morfologia delle pareti, il sedimento del fondo e variabilità della profondità. L'unico elemento comune è rappresentato dal fatto che tutti si ritrovano su substrato roccioso sia esso nudo o colonizzato da Posidonia oceanica.

L'eterogeneità morfologica dei "catini" si riflette sulla variabilità del popolamento associato. Esso risulta dominato da alghe tipicamente fotofile dell'infralitorale superiore, come Padina pavonica, Acetabularia acetabulum, Codiumbursa, che colonizzano le pareti direttamente esposte alla luce, o da specie animali emisciafile, come alcune spugne, o sciafile, come Parazoanthusaxinellae accompagnato da Peyssoneliaceae e Corallinaceae.

Direttiva Habitat

La Direttiva Habitat 92/43/CEE definisce gli "habitat naturali" come "zone terrestri o acquatiche che si distinguono grazie alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche, interamente naturali o seminaturali".

Scopo della Direttiva Habitat è "salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato" (art 2). Tale direttiva rappresenta uno dei principali strumenti normativi finalizzati alla conservazione della biodiversità in Europa, attraverso la realizzazione in tutti gli Stati Membri di una specifica rete di Siti (Natura 2000) con la quale si intende conservare gli habitat, le comunità e le popolazioni di specie animali e vegetali ritenute di interesse comunitario.

L'Italia ha recepito tale Direttiva con DPR n. 357 dell'8 Settembre 1997 e, tramite la collaborazione con le singole Regioni, ha individuato un elenco di Siti di Importanza Comunitaria (SIC).

Con la Deliberazione della Regione Toscana n. 35 dell'8 Giugno 2011, le Secche della Meloria sono state designate come Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Il testo della Deliberazione è disponibile in PDF Deliberazione del Consiglio regionale.pdf.

Bibliografia:

CasarosaN., Bini M., De Biasi A.M., 2011. Morfologie relitte e antiche linee di riva delle "Secche della Meloria". Studi Costieri 18: 43-52.

De Biasi A.M., Gai F., 2000 I "catini" delle Secche della Meloria. Carta dei fondali. Atti Soc. tosc. Sci. Nat., Mem., Serie B: 63-67.

De Biasi A.M., Gai F., Pacciardi L., 2003. Benthicassemblage in a "catino" of the MeloriaShoals (Southern Ligurian Sea). Atti Soc. tosc. Sci. Nat., Mem., Serie B: 3-7.

Gai F., De Biasi A.M., 2004. Il macrozoobenthos dei catini delle Secche della Meloria. Biol. Mar. Medit. Vol. 11 (2): 508-511

Mazzanti R., 2012. Secche della Meloria - PDF Introduzione geografica
Prateria di Posidonia
(foto di Michele Lischi)
Coralligeno delle Secche della Meloria
(foto di Luciano de Nigris)
Coralligeno
(foto di S. Guerrieri - archivio Area Marina Protetta)
Rappresentazione schematica di due tipologie di catini. Nella legenda sono indicate le specie più diffuse (De Biasi and Gai 2000).
(foto di Archivio Parco)