Home » La Natura

Geografia

Il Parco MSRM è la parte terminale verso mare della Val d'Arno e della Versilia meridionale. La sua pianura è costituita da aree di recente formazione (essenzialmente dall'età del Bronzo ad oggi) in gran parte di origine dunale marina ed in misura inferiore di natura alluvionale oppure palustre bonificata p.e. Coltano o ancora palustre attiva come il Lago ed il Padule del Massaciuccoli.

Diverso invece è il discorso per l'Isola di Coltano e per il gruppo Palazzetto-Poggio di Mezzo, dove sabbie brune o color ocra di origine eolica si sono accumulate in quei luoghi fin dal Pleistocene dando vita nel Palazzetto alle dune più alte della Toscana con i loro quasi 20 metri.

Le dune, chiamate localmente cotoni, e le interdune fossili sono forse la caratteristica morfologica più ricorrente nel paesaggio di quest'area della Toscana costiera settentrionale. Gli studiosi ne hanno analizzato la cronologia di formazione sia attraverso i reperti archeologici che con tecniche geologiche. Con questi metodi, hanno potuto mettere in relazione i periodi di maggiore o minore accrescimento delle dune e della progradazione della costa con quello che avveniva in tutta la Val d'Arno, verificando per esempio, che i massimi tassi di accrescimento della costa sono avvenuti in corrispondenza di fasi storiche di sovrautilizzo delle montagne. Sovrautilizzo che ne generava una maggiore erosione e quindi un maggiore trasporto solido dei fiumi che portavano così materiale per le nuove dune!

Il clima mediterraneo con inverni miti ed estati aride, manifesta tuttavia gradienti di precipitazioni netti, con la zona nord più piovosa di quella sud per l'effetto barriera che il sistema montuoso apuano svolge sulle perturbazioni marine. I mesi più piovosi invece, sono solitamente quelli autunnali.

Infine va detto che la scarsa pendenza della pianura e la grande permeabilità dei suoi suoli permettono la conservazione di importanti risorse idriche in una falda affiorante o molto vicina al piano di campagna. Questa caratteristica, unita ai buoni livelli di precipitazione, ne fanno una zona Mediterranea del tutto particolare dal punto di vista biologico.

I salicornieti, le lagune, i corsi d'acqua, il lago, i canneti, i cariceti, i giuncheti, le praterie a spartina, le sfagnete, i falascheti e le foreste allagate costituiscono l'immensa varietà, non solo lessicale, delle zone umide del parco. Esse permettono infatti la vita di moltissimi organismi che, proprio grazie all'incredibile varietà di microclimi ivi creati, mantengono nelle stesse zone relitti Terziari di epoche caldo-umide, specie mediterranee e relitti microtermi atlantici, centro-europei e boreali!Parte dei terreni palustri di queste zone umide, quelli torbosi, sono costituiti da materiale organico non degradato perché rimasto nei millenni in condizioni di carenza di ossigeno. Una volta però bonificate queste terre vengono a contatto con l'aria, le lavorazioni agricole facilitano questo processo e l'ossidazione della sostanza organica ne rende disponibili i composti risultanti che, sotto forma di nutrienti (p.e. azoto) e sedimenti, raggiungono i corpi idrici principali contribuendo alla loro eutrofizzazione (produzione massiva di alghe, consumo di ossigeno, ombreggiamento dei fondali, morte delle piante superiori, distruzione delle catene alimentari, estinzioni locali) incrementando così l'effetto di eutrofizzazione che avviene anche con i fertilizzanti e gli scarichi urbani mal o non depurati. Inoltre questo consumo della sostanza organica porta ad accentuare la subsidenza (abbassamento del suolo) che, ad esempio in alcune aree nella bonifica sud del Massaciuccoli, ha portato i terreni bonificati, dagli anni '30 agli anni 2000, a 5 m sotto il livello del mare, rendendo sempre più difficile e costoso ai bonificatori mantenere asciutti tali suoli. Altro effetto grave, a livello più ampio, è  quello del contributo ai cambiamenti climatici. I km2 di torbe consumati in pochi decenni liberano infatti il carbonio sotto forma di CO2 immessa in atmosfera per effetto della sopracitata ossidazione dopo che tale materiale organico era stato mobilizzato per millenni nella torba.

 

Approfondimenti

- Cartografie tematiche del Parco MSRM

- Carta dei Suoli in scala 1:250.000 Regione Toscana

- Mazzanti R. (ed.) 1994. La Pianura di Pisa e i rilievi contermini. Pubblicato per la Società Geografica Italiana da Edizioni il Cerro, Pisa.

- Gattiglia G. (ed.) 2013. MAPPA, Pisa Medievale: archeologia, analisi spaziale e modelli predittivi. scaricabile su http://www.academia.edu/4328783/MAPPA._Pisa_medievale_archeologia_analisi_spaziali_e_modelli_predittivi

Riserva Naturale di Palazzetto
(foto di Taverni)
Lago di Massaciuccoli
(foto di Archivio Parco)
Dune
(foto di Archivio Parco)
Lama Galera
(foto di Chiara Muntoni)
Cartina del Parco
(foto di Susanna Paoli - PR Migliarino San Rossore Massaciuccoli)